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4 novembre 2026

Circuito di Milano al Giro 2026: sicuro o no? Chi ha ragione

Buche, binari e tempi fermati nella tappa 15 del Giro 2026: cosa è successo a Milano, cosa dice la regola UCI dei 200 metri e dove sta il dubbio.

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Scritto dalla redazione di Velunite

Circuito di Milano al Giro 2026: sicuro o no? Chi ha ragione
Foto: Volata di gruppo a Newark-on-Trent, tappa 4 del Tour of Britain (foto di repertorio, non del circuito di Milano): Geof Sheppard, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

In breve: sul circuito finale della tappa 15 del Giro 2026, a Milano, il gruppo ha segnalato asfalto irregolare, binari del tram e buche. A parlare con la giuria è stato Jonas Vingegaard, e i tempi della classifica sono stati fermati con 16,3 km ancora da fare. Dal 1° luglio l'UCI prevede una zona d'arrivo rettilinea di almeno 200 metri. Ma 200 metri dicono quanto è lungo un tratto di strada, non com'è fatto.

Il gruppo del Giro 2026 non era contento di Milano. Durante la tappa 15, a maggio, diversi corridori hanno segnalato il fondo del circuito finale. A portare la protesta alla giuria è stato Jonas Vingegaard, in maglia rosa, con il sostegno di Victor Campenaerts e Giulio Ciccone. Le fonti che abbiamo letto non raccontano il momento della decisione nello stesso modo, e anche questo fa parte della storia.

Che cosa è successo sul circuito

Secondo le cronache, il giro finale era lungo circa 16 chilometri, con lastre irregolari o pavé, rotaie del tram, buche e tombini. Dopo i primi giri il gruppo si è accordato e la richiesta è arrivata alla giuria. All'inizio si era pensato di fermare i tempi a 5 chilometri dal traguardo. Poi la scelta è cambiata: la classifica generale è stata congelata all'inizio dell'ultimo giro, con 16,3 km ancora da percorrere. La corsa per la tappa è andata avanti, e la fuga ha resistito di poco ai velocisti.

Il CEO di RCS, Paolo Bellino, ha respinto l'idea che il circuito fosse pericoloso. Secondo la Gazzetta dello Sport, citata da Domestique Cycling, il percorso era stato ispezionato metro per metro. Nessuna delle fonti che abbiamo letto pubblica il rapporto di quell'ispezione, quindi resta una dichiarazione dell'organizzazione e non un fatto verificato.

La regola dei 200 metri

Il 9 giugno l'UCI ha pubblicato una modifica al regolamento: il rettilineo d'arrivo dovrebbe essere il più lungo possibile, e in ogni caso almeno 200 metri. È entrata in vigore il 1° luglio. Il testo usa la parola "should", non "must", e la fonte che abbiamo letto non dice a quali corse si applica né quali sanzioni prevede.

Patrick Lefevere, nella sua rubrica del 16 maggio su TuttoBiciWeb, giudica le norme su barriere e curve negli ultimi 200 metri poco più che carta, perché secondo lui l'UCI non le fa rispettare. Il suo tono è più duro del nostro, ma su una cosa siamo d'accordo: una regola scritta non basta se nessuno la controlla durante la corsa.

Da che parte stiamo

Il nostro dubbio è semplice. Una regola sul rettilineo misura una cosa sola, la lunghezza. Il problema di Milano, come lo hanno raccontato i corridori, era il fondo: binari, buche, lastre. I 200 metri sono un passo avanti, ma non rispondono alla domanda che il gruppo ha fatto a maggio.

Da che parte stiamo? Dalla parte dei corridori quando dicono che il fondo non è sicuro per correre a tutta. Non ci convince chi liquida tutto come un capriccio, e nemmeno chi pensa che ogni protesta debba fermare una gara. La strada più semplice è controllare e pubblicare il circuito prima della corsa, con foto e ispezione. Se l'organizzatore lo ha fatto, lo mostri. Se no, il dibattito di maggio tornerà.

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Se corri su un circuito, la lezione vale anche per te

Una gara su circuito cittadino non è un Giro, ma i problemi sono gli stessi in piccolo. Prima della partenza fai un giro di ricognizione, a piedi o in bici: guarda i binari del tram, i tombini, il pavé e il punto in cui si frena. Sui binari l'istinto è frenare, ma è lì che la ruota scappa: attraversali il più perpendicolare possibile e non frenare sopra. Se piove, lastre e strisce bianche diventano scivolose: frena prima della curva, non dentro.

In gruppo, chi vede una buca o un tombino lo grida e lo indica a chi è dietro. Le regole non scritte sono nel nostro galateo delle uscite di gruppo, e per una granfondo che finisce in città c'è l'articolo su come arrivare al traguardo senza esplodere.

Cosa guardare nei prossimi mesi

Il percorso del Giro 2027 è stato presentato il 3 novembre. Il racconto è nel nostro articolo sul percorso del Giro 2027, e l'elenco delle tappe con km e dislivello è in le 21 tappe del Giro 2027. Quando i finali saranno dettagliati, la domanda da fare è quella di maggio: chi ha controllato l'asfalto, e quando?

**Il circuito di Milano era pericoloso?** Le fonti non danno un verdetto. Il gruppo lo ha giudicato poco sicuro per correre a tutta, RCS sostiene che fosse stato ispezionato metro per metro.

**La regola dei 200 metri è già in vigore?** Sì, secondo la modifica UCI pubblicata il 9 giugno 2026 e in vigore dal 1° luglio. Il testo dice "should" e non spiega le sanzioni.

**Vale anche per le gare amatoriali?** La fonte non dice a quali corse si applica. Per una gara amatoriale il riferimento è il regolamento dell'organizzatore.

Tu da che parte stai? Un finale in circuito con buche e binari va fermato, o fa parte del mestiere? Scrivilo nei commenti.

Fonti: Escape Collective, Vingegaard sulla tappa 15 · Domestique Cycling, la risposta degli organizzatori · TuttoBiciWeb, rubrica di Lefevere del 16 maggio 2026 · Escape Collective, la regola UCI del 9 giugno 2026.

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