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6 novembre 2026

Bianchi in crisi: 100 milioni di debiti e la celeste in bilico

Bianchi è in composizione negoziata della crisi. Debiti da 100 milioni, la frase del CEO ad interim e cosa cambia, per ora, per chi ha una Bianchi.

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Scritto dalla redazione di Velunite

Bianchi in crisi: 100 milioni di debiti e la celeste in bilico
Foto: Bicicletta classica Bianchi celeste (foto di repertorio, non della fabbrica né della crisi): Ralf Roletschek, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Bianchi, una delle case storiche del ciclismo italiano, ha chiesto la protezione dai creditori. Non è un fallimento: è una procedura chiamata composizione negoziata della crisi, che serve a trovare un accordo con banche e fornitori prima che sia troppo tardi. Il debito è di circa 100 milioni di euro. Ma la frase che ci è rimasta in testa non è un numero: è quella del CEO ad interim, che ammette di aver puntato troppo in troppi settori. Vale per un'azienda. Se hai una bici celeste in garage, però, la domanda è un'altra: cosa succede adesso?

Cosa è successo, in ordine

La notizia è uscita lunedì 2 novembre con un'inchiesta di Escape Collective, ripresa il giorno dopo dal sito di settore BRAIN e poi da Cyclingnews. Mettendo in fila le date, i punti certi sono questi. Il 30 settembre la procedura è stata pubblicata nel registro delle imprese per FIVE Bianchi SpA, la società italiana del marchio. Il 16 ottobre il tribunale di Bergamo ha approvato la protezione, secondo BRAIN: Escape Collective conferma la protezione ma non indica il tribunale, quindi quel dettaglio viene da una sola fonte.

La protezione dura quattro mesi dalla domanda e si può prorogare: il tetto indicato è fine maggio 2027. Entro quella data bisogna avere un accordo, altrimenti, secondo BRAIN, si potrebbero aprire procedure concorsuali. Il tribunale ha nominato un mediatore, Eugenio Bissocoli, che deve aiutare a scrivere un piano di rimborso con banche e finanziatori.

I numeri: 100 milioni, di cui 64 alle banche

Le cifre arrivano dall'ultimo bilancio completo pubblicato, quello del 2024, e sono riprese sia da Escape Collective sia da BRAIN. Il debito complessivo è di circa 100 milioni di euro a fine 2024, e di questi 64,3 milioni sono verso le banche. L'azionista è il gruppo Cycleurope/Grimaldi Industries, con sede in Svezia, che finanzia la ristrutturazione. Tony Grimaldi, figlio del proprietario, è amministratore delegato ad interim da giugno.

Due dati, invece, vengono da una sola fonte e non li abbiamo potuti verificare in modo indipendente. Il primo: perdite per circa 28 milioni tra 2023 e 2025, secondo visure societarie in Italia, Svezia e Regno Unito riportate da Escape Collective. Il secondo: quattro amministratori delegati o direttori generali dal 2021. Li scriviamo come riportati, non come certi.

Perché: troppo in troppi settori

Secondo Escape Collective, Grimaldi dice: «We have been too ambitious in too many segments», cioè abbiamo puntato troppo in troppi settori. È la stessa idea che Cyclingnews mette nel titolo. Nel racconto ci sono esempi concreti: una nuova fabbrica, nuove linee di e-bike e l'acquisto di distributori all'estero che perdevano soldi.

È la spiegazione più onesta che abbiamo letto, ma non basta a capire tutto. Non abbiamo i bilanci del 2025, quindi non possiamo dire quanto pesi ciascuna scelta, né se il problema sia la strategia o il momento del mercato. Il quadro generale del mercato italiano lo abbiamo raccontato nel confronto sui numeri 2025 del settore bici: è un contesto, non una spiegazione per Bianchi.

Se hai una Bianchi, o ne vuoi una: cosa cambia

Qui dobbiamo essere onesti. Nelle fonti che abbiamo letto non c'è nessun annuncio su garanzia, ricambi o assistenza. Non sappiamo se cambieranno e non vogliamo riempire il vuoto con ipotesi.

Quello che sappiamo riguarda la procedura: secondo BRAIN la protezione impedisce ai creditori di pignorare attrezzature di fabbrica, conti bancari e magazzino mentre si negozia. È uno scudo pensato per tenere in piedi l'attività, non una garanzia per chi compra.

Tre cose pratiche, qualunque sia l'esito. Conserva fattura e scheda di garanzia. Chiedi al tuo rivenditore se ha ricambi per il tuo modello e chi fa assistenza nella tua zona. Se stai per comprare una bici nuova, chiedi per iscritto condizioni di garanzia e tempi di consegna prima di versare un acconto.

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Il nostro punto di vista

Un marchio storico in difficoltà è anche un pezzo della cultura del nostro sport, e ogni nuova notizia ci dispiace. Però la nostalgia non paga i fornitori. Per noi il rischio vero è questo: un'azienda che cresce in troppe direzioni insieme finisce per perdere proprio ciò che la rendeva riconoscibile, cioè il rapporto con i rivenditori e con chi corre con le sue bici.

E tu da che parte stai? Ti fermeresti davanti a una Bianchi adesso, con il telaio in garage o una nuova in vetrina? Dillo nei commenti: il marchio regge, o è il momento di guardare altrove?

Se stai scegliendo una bici, la nostra guida per scegliere tra strada, gravel e MTB parte dall'uso reale, e le corse dell'anno prossimo sono nel calendario 2027.

Domande frequenti

La mia Bianchi smette di funzionare?

No. Nessuna fonte parla di stop alla produzione o alla vendita. Una procedura di protezione non cambia da sola la bici che hai in garage, ma la garanzia va verificata con il rivenditore.

Bianchi fallisce?

Non ancora. La procedura serve proprio a evitarlo. Se a maggio 2027 non ci sarà un accordo, secondo BRAIN potrebbero aprirsi procedure concorsuali: è uno scenario possibile, non un fatto.

Chi decide il futuro del marchio?

Il gruppo che finanzia la ristrutturazione, con il mediatore nominato dal tribunale e con banche e fornitori al tavolo. Non abbiamo letto un piano finale: quando ci sarà, lo racconteremo.

Fonti: Escape Collective, 2 novembre 2026; BRAIN, 3 novembre 2026; Cyclingnews, titolo sulla ristrutturazione del debito.

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