Neapolis Marathon: 8.000 iscritti, metà arrivano da fuori
Domenica a Napoli si corre la sesta Neapolis Marathon, tutta esaurita. Perché due giri sul lungomare attirano runner da tutto il mondo, e cosa imparare.
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Iscriviti gratisScritto dalla redazione di Velunite

Domenica 18 ottobre, alle spalle di Piazza del Plebiscito, si accende la sesta Neapolis Marathon. I pettorali sono finiti già a settembre: il sito della gara parla di più di 8.000 iscritti tra maratona, mezza e corsa non competitiva sul mare, e la stampa campana riporta un aumento di circa il 50% sul 2025 e una buona metà dei partecipanti che arriva dall'estero. Una maratona del Sud che fa il tutto esaurito a metà ottobre è una notizia, e ci siamo chiesti come mai.
Cosa si corre, davvero
La maratona è di 42,195 chilometri e si compone di due giri identici da 21,097, quindi la mezza maratona è, letteralmente, la metà del percorso. Partenza e arrivo sono in Piazza del Plebiscito, si corre sul lungomare, con il Golfo e il Vesuvio sullo sfondo e Castel dell'Ovo lungo la strada. Secondo il sito della gara il dislivello è di circa 38 metri a giro: parliamo di un percorso quasi piatto, in pieno centro, con le strade chiuse. Il giro doppio ha un vantaggio che chi corre la prima maratona apprezza: alla fine del primo giro sai già dov'è ogni curva e come ti senti in quel punto.
Perché ha riempito tutto
Qui non ci sono dati ufficiali sul perché, e ci limitiamo alle nostre impressioni. Primo: l'autunno. Una maratona a metà ottobre, sul mare, con temperature in genere più sopportabili dell'estate e della primavera, è una finestra comoda per chi vuole chiudere l'anno di corsa. Secondo: la formula a tre gare e tre giorni di eventi (il Villaggio in Piazza del Plebiscito è aperto venerdì e sabato con ingresso libero, ci sono anche una camminata da 6 km e una corsa per ragazzi) trasforma l'impegno in un weekend. Terzo: la città, che fa il resto. Chi arriva da lontano non viene solo a correre, ma anche a mangiare, a camminare, a restare due notti. Se il dato sull'estero è corretto (una fonte dice più della metà, un'altra il 47%) è il segno di una gara che si sta facendo conoscere fuori dai confini.
Il confronto con Chicago: veloce non vuol dire facile
Domenica scorsa, l'11 ottobre, a Chicago Amos Kipruto ha vinto in 2h01'09", e Hawi Feysa tra le donne in 2h13'33": in entrambi i casi il secondo tempo di sempre sul percorso. Sono tempi che non c'entrano nulla con il nostro runner da 4 ore, ma ci ricordano una cosa: una maratona piatta non è una maratona facile. Piatto significa che non c'è un punto in cui il corpo cambia ritmo senza che tu lo scelga, e che gli errori di partenza si pagano tutti nei chilometri finali. Se a Napoli vedi i tuoi amici partire a un ritmo da mezza, non seguirli.
Se ci corri domenica: tre cose pratiche
Niente consigli medici, solo buon senso da bar. Uno: nei giorni prima non provare nulla di nuovo, né scarpe né colazione né calze. Due: sul doppio giro tieni da parte qualcosa per il secondo, quando ti sembrerà identico al primo ma pesante il doppio. Tre: scegli il tuo ritmo guardando i passaggi ogni 5 km e non le sensazioni dei primi minuti, come ha fatto oggi Milan a Shanghai sulla sua pista (ne parliamo nell'altro articolo di oggi). Se la gara non fa per te quest'anno, c'è sempre la mezza, oppure il Calendario 2027, dove puoi segnare fin da ora le maratone e le mezze di primavera. E se vuoi scoprire il lungomare a modo tuo, nella nostra pagina dedicata a Napoli trovi dove correre e andare in bici.
Tu da che parte stai: una maratona piatta e veloce come questa, o un percorso con le salite dove ognuno corre la sua gara? Scrivici nei commenti qual è stata la tua maratona preferita e perché.
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