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21 ottobre 2026

Amsterdam, 2:03:33 sotto la pioggia, e una seconda mezza più veloce

Domenica ad Amsterdam otto uomini sotto 2:05 e record del percorso donne, con il freddo. Il vero dato è la seconda mezza: i conti e cosa ne puoi imparare.

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Scritto dalla redazione di Velunite

Amsterdam, 2:03:33 sotto la pioggia, e una seconda mezza più veloce
Foto: Il gruppo di testa della TCS Amsterdam Marathon del 2016 (foto d'archivio con il sole, non dell'edizione di quest'anno, corsa sotto la pioggia): Franklin Heijnen, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Domenica 18 ottobre, con strade bagnate e freddo, ad Amsterdam otto uomini sono scesi sotto le 2:05 e una donna ha tolto 40 secondi al record del percorso. Ma il numero che ci ha fatto fermare è un altro: chi ha vinto la gara maschile ha corso la seconda mezza maratona più veloce della prima. Con la pioggia. Abbiamo fatto due conti, e secondo noi dicono qualcosa anche a chi corre in 4 ore.

Cosa è successo

La TCS Amsterdam Marathon l'ha vinta Lemi Berhanu, etiope, in 2:03:33: a tre secondi dal record del percorso che Geofry Kipchumba aveva fissato nel 2025 (2:03:30). Berhanu, vincitore a Boston nel 2016, ha migliorato il suo personale di circa un minuto, e quel primato resisteva da dieci anni. Secondo è arrivato il keniano Nicholas Kipkorir in 2:03:39, alla sua seconda maratona (l'esordio, a Boston ad aprile, era stato un 2:06:07), terzo Patrick Mosin in 2:03:58.

I primi otto sono scesi sotto le 2:05, e World Athletics nota che è appena la terza volta nella storia che succede in una maratona. Nella top ten tutti sotto 2:06 (Watch Athletics ne conta undici sotto quel muro, noi abbiamo verificato i primi dieci).

Tra le donne ha vinto Buze Diriba, etiope, in 2:16:12 (alcune fonti olandesi riportano 2:16:10, noi seguiamo World Athletics), record del percorso: il precedente, 2:16:52, era di Yalemzerf Yehualaw nel 2024. Per Diriba è un personale migliorato di oltre tre minuti.

I due conti

Il gruppo di testa maschile è passato a metà gara in 1:02:24 (dato World Athletics), poi al 35° chilometro in 1:43:23 e al 40° in 1:57:25, con Berhanu e Kipkorir ancora insieme. Berhanu ha chiuso in 2:03:33. Facciamo la sottrazione: la seconda mezza, se è passato con il gruppo, è stata corsa in circa 1:01:09, cioè 75 secondi più veloce della prima. E gli ultimi 2,195 chilometri, dal 40° all'arrivo, sono costati 6 minuti e 8 secondi: circa 2:48 al chilometro, dopo aver corso 40 chilometri sotto la pioggia.

Per Diriba la storia è simile. Il gruppo delle donne è passato a metà in 1:08:34 e al 30° chilometro in 1:37:23. Se ha passato la mezza con il gruppo e ha chiuso in 2:16:12, vuol dire circa 1:07:38 per la seconda mezza, 56 secondi meglio della prima. Sono conti nostri, fatti sui passaggi ufficiali del gruppo: non sono i tempi parziali personali dei due atleti, e li presentiamo come stima.

Chicago e Amsterdam: due modi

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Una settimana prima, a Chicago, Amos Kipruto aveva vinto in 2:01:09 correndo la seconda mezza 27 secondi più lenta della prima: ne abbiamo parlato nel nostro pezzo su Chicago 2026. Due gare, due strade diverse per arrivare davanti, e nessuna delle due è la migliore in assoluto: dipende dal giorno.

Una frase da tenere: sotto la pioggia di Amsterdam hanno vinto quelli che al chilometro 40 avevano ancora qualcosa. È un'osservazione, non una legge, e una gara con le lepri è un'altra cosa rispetto alla tua maratona.

E tu, in quattro ore?

La cosa più utile che ne ricaviamo è piccola. Molti allenatori consigliano di correre la seconda metà un filo più veloce, o almeno uguale, e di partire un po' più piano di quanto vorresti. Non è una regola, e il tuo caso dipende da te, dal percorso e dal meteo; noi non possiamo dirti cosa funziona nel tuo corpo. Ma se hai in mente una maratona di primavera, prova a pensare il progetto così: primi dieci chilometri da "troppo facili", e il coraggio lo tiri fuori dopo il trentesimo.

Se vuoi un riferimento sui ritmi, il calcolatore del passo di Velunite aiuta a impostarli. E nella pagina giri di gruppo trovi chi corre vicino a te: i lunghi in compagnia, con il freddo, vanno giù molto meglio.

Chi vuole restare sul pezzo, il prossimo grande appuntamento è New York il primo novembre: ne abbiamo parlato nel pezzo su New York 2026 e i tre azzurri, e il 6 dicembre c'è Valencia, con il milione sul 1:59:30. Il calendario 2027 raccoglie le maratone da segnare per il prossimo anno.

Tu come spezzi la tua maratona: parti piano e chiudi forte, o ti fidi del chilometro 5? Dicci nei commenti qual è stata la tua gara migliore sotto la pioggia.

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