Seixas a Como, Hagenes a Tours, Sarrou a Fréjus: il weekend dei pro
Il Giornale di Velunite #1: Seixas vince il Lombardia a 20 anni, Hagenes anticipa tutti alla Paris-Tours e Sarrou si prende il Roc d'Azur, con Seixas in MTB.
Gratis, in 1 minuto: salva i percorsi, scarica il GPX e unisciti ai giri di gruppo.
Iscriviti gratisScritto dalla redazione di Velunite

Questo è il primo numero del Giornale di Velunite, il nostro appuntamento del lunedì con le gare dei professionisti, strada e mountain bike. Niente comunicati ricopiati: trovate cosa è successo nel weekend raccontato come ne parleremmo al bar dopo un giro, con uno spazio nei commenti per dire la vostra. Il fine settimana del 10 e 11 ottobre ci ha dato tre gare e tre storie: l'ultima Monumento dell'anno sulle strade di casa, una classica francese tra i vigneti e una granfondo di MTB dove ha fatto capolino anche il vincitore del giorno prima.
Seixas, il Lombardia cambia padrone
Sabato 10 ottobre, 239 chilometri da Bergamo a Como, la 120ª edizione del Giro di Lombardia ha incoronato Paul Seixas. Il francese della Decathlon CMA CGM ha vinto in solitaria in 5h49'28" (media poco sopra i 41 km/h) e, a 20 anni e 16 giorni, è il più giovane vincitore nella storia della corsa: ha migliorato di circa cinque mesi il primato che apparteneva a Giovanni Gerbi dal 1905. Con lui si chiude anche la lunga serie di Tadej Pogačar, che aveva dominato le ultime edizioni.
La foto che vedete in cima è d'archivio e viene dal Lombardia 2023, con Pogačar a Bergamo: non ci sono ancora immagini libere dell'edizione di sabato, e preferiamo mostrare la corsa giusta di un altro anno che una foto sbagliata di quest'anno.
Come è andata: il Civiglio fa la selezione
La corsa si è decisa nel finale attorno a Como. Sul Civiglio, la salita più dura del circuito conclusivo, Seixas ha accelerato e nessuno ha saputo seguirlo: Remco Evenepoel, tra i favoriti della vigilia, si è staccato proprio lì. Da quel momento il francese ha costruito il suo vantaggio tra la discesa e il San Fermo della Battaglia, fino ad arrivare sul lungolago con 48 secondi su Enric Mas, secondo con la maglia Movistar. Tra una fonte e l'altra i distacchi parziali cambiano di qualche secondo, ma la sostanza è la stessa: un'azione in solitaria che ha tolto di mezzo tutta la concorrenza.
Se vi piace la geografia della corsa, le salite del lago sono quelle che vi consigliamo di pedalare in primavera: le abbiamo raccolte nella nostra guida alle salite in bici sul Lago di Como.
Gli italiani: Ciccone sul podio, tre nei dieci
Il lato azzurro del Lombardia ha un bel sapore. Giulio Ciccone, terzo a 1'05" con la Lidl-Trek, ha confermato di essere il nostro uomo per le corse dure dopo l'argento agli Europei, mentre Christian Scaroni (XDS Astana) ha chiuso ottavo e Filippo Zana (Soudal Quick-Step) nono: tre italiani nella top 10 che, in una giornata così, non sono scontati. Evenepoel, il grande favorito, è arrivato quarto.
Paris-Tours: Hagenes anticipa tutti
Domenica 11 ottobre, 120ª edizione della Paris-Tours (circa 216 km da Chartres a Tours): ha vinto il norvegese Per Strand Hagenes della Visma | Lease a Bike in 4h31'46", con lo stesso tempo di Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) e di Christophe Laporte, anche lui Visma, a due secondi. È la corsa dei tratti di sterrato in mezzo ai vigneti: dieci settori per circa 10,5 chilometri, tutti nell'ultima parte, prima della salita di Rochecorbon.
Proprio lì, a una decina di chilometri dall'arrivo, Paul Lapeira ha fatto la selezione e si è formato un gruppetto di undici corridori. A circa un chilometro dal traguardo Hagenes ha dato lo scatto buono, Stuyven ha provato a riprenderlo senza riuscirci, e Laporte ha completato il podio con i due secondi che separano i primi tre. Nono il francese Florian Sénéchal, decimo il lettone Toms Skujiņš a nove secondi: la classica volata di Tours stavolta non c'è stata.
MTB: Roc d'Azur, vince Sarrou e c'è anche Seixas
Sempre domenica a Fréjus si è corso il Roc d'Azur, 55 chilometri con oltre mille metri di dislivello. Tra gli uomini ha vinto il francese Jordan Sarrou, al sesto successo nella corsa, battendo in volata il britannico Cole Punchard: stesso tempo di 2h18'26" per entrambi, terzo il norvegese Østen Brovold Midtsundstad a sei secondi, quarto l'italiano Jakob Dorigoni, vincitore uscente. Tra le donne ha vinto la neozelandese Samara Maxwell in 2h42'44", davanti alla francese Léna Gérault e alla svizzera Ramona Forchini.
La curiosità è stata Paul Seixas, in sella meno di ventiquattr'ore dopo la vittoria al Lombardia. L'ha presa come un divertimento, non come una gara da vincere: nelle discese tecniche ha alzato il piede per non rischiare e ha chiuso a circa 13 minuti dal vincitore, in 2h31'. Ha detto che di MTB non è ancora pratico e che, per tornare, dovrebbe allenare le discese. Se fossimo in lui, con quel palmarès, faremmo lo stesso.
Una correzione e uno sguardo indietro: Lake Placid
Nella prima versione di questo numero avevamo collocato la finale della Coppa del Mondo MTB di Lake Placid nel weekend del Lombardia. Era sbagliato: si è corsa il 2 e 3 ottobre, il weekend prima. Per chi se l'è persa, in breve: nell'XCO maschile Charlie Aldridge ha battuto Filippo Colombo allo sprint, entrambi accreditati dello stesso tempo, con Martín Vidaurre terzo a un secondo; tra le donne Sina Frei ha vinto in volata su Martina Berta, mentre la generale XCO è andata a Jenny Rissveds e a Luca Martin. Berta, già vincitrice dello short track, ha chiuso la stagione con un risultato che per l'Italia vale tanto.
La nostra opinione, e la vostra
Con il Lombardia finisce l'anno delle grandi classiche, e per la prima volta da un po' c'è un nome nuovo in cima. Seixas ha 20 anni e una di quelle accelerazioni in salita che non si dimenticano; ma una corsa non fa un regno e Pogačar tornerà. La domanda è un'altra: vi piace un ciclismo in cui un ragazzo di vent'anni può vincere la Monumento più dura, oppure vi fa paura che sia già tutto così precoce? Diteci la vostra nei commenti qui sotto.
Cosa guardare la settimana prossima
Il calendario europeo sta finendo ma non è ancora finito: domenica 18 ottobre c'è la Veneto Classic, da Soave a Bassano del Grappa, un'altra corsa con sterrati che piace ai tipi da Paris-Tours. E se state già pensando al prossimo anno, dategli un'occhiata nel calendario 2027, dove raccogliamo le corse da non perdere.
Commenti (0)
Nessun commento. Sii il primo!
Attrezzatura consigliata
Link affiliati: se acquisti tramite questi link Velunite riceve una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Altri articoli
Ultime dal Giornale
- Hinault e LeMond, 1986: tradimento o lezione di squadra?21 ottobre 2026
- Amsterdam, 2:03:33 sotto la pioggia, e una seconda mezza più veloce21 ottobre 2026
- New York 2026: 50 anni di cinque quartieri e tre azzurri20 ottobre 2026
- Sallanches 2027: venti volte la Domancy, e Pogačar già ci pensa20 ottobre 2026