Tutti gli articoli
18 ottobre 2026

Chicago, 2:01:09: la seconda mezza è costata 27 secondi

Kipruto vince a Chicago in 2:01:09 con la seconda metà quasi identica alla prima. Cosa possiamo copiare, in scala, dal suo ritmo nella tua maratona.

/it/blog/chicago-marathon-2026-kipruto-seconda-mezza-27-secondi

Gratis, in 1 minuto: salva i percorsi, scarica il GPX e unisciti ai giri di gruppo.

Iscriviti gratis

Scritto dalla redazione di Velunite

Chicago, 2:01:09: la seconda mezza è costata 27 secondi
Foto: Amos Kipruto al miglio 25 della Maratona di Chicago 2025 (foto d'archivio, non dell'edizione 2026): Photoguy1212, CC0, via Wikimedia Commons

Domenica 11 ottobre Amos Kipruto ha vinto la Maratona di Chicago in 2:01:09, il suo primato personale. Due fonti, Marathons.com e il resoconto di Find Your Edge, riportano lo stesso passaggio alla mezza: 1:00:21. Facciamo il conto, perché è il numero più interessante dell'articolo: 2:01:09 meno 1:00:21 fa 1:00:48. La seconda metà è stata più lenta della prima di 27 secondi, su oltre un'ora di corsa. Per un corridore normale è una differenza invisibile, per un maratoneta è quasi la perfezione.

La gara in breve

Kipruto, keniano, ha preceduto gli etiopi Tadese Takele Bikila (2:02:56) e Milkesa Mengesha (2:03:46). Jacob Kiplimo, campione in carica, ha chiuso quarto in 2:04:18 dopo essersi staccato nel finale, mentre il record della corsa di Kelvin Kiptum, 2:00:35, resta al suo posto. Anche tra le donne è andata sul filo: Hawi Feysa ha difeso il titolo in 2:13:33, davanti a Sharon Lokedi (2:14:07) e Brigid Kosgei (2:14:55). Il momento decisivo, per entrambe le fonti, è stato poco prima del 35º chilometro, quando Kipruto ha cambiato passo. Sul meteo le fonti non concordano (una parla di una giornata fresca e senza vento, l'altra di caldo e umidità) e quindi non lo diamo per certo.

Perché 27 secondi dicono tanto

Qui sta la cosa che ci ha fatto scrivere questo pezzo. Il maratoneta amatore, di solito, fa il contrario: parte forte perché si sente bene, arriva al trentesimo chilometro con le gambe di legno e perde tre, cinque, dieci minuti nella seconda metà. È l'errore più comune e quasi tutti l'abbiamo fatto almeno una volta. Una mezza passata in 1:00:21 e una seconda in 1:00:48 raccontano una corsa dove la prima parte è stata tenuta sotto controllo anche da chi corre a ritmi che noi non vedremo mai.

Non vogliamo dire che tutti dobbiamo fare una seconda mezza più lenta di mezzo minuto: dipende dal percorso, dalla giornata, dalle gambe. Ma una regola prudente, che trovi in quasi tutta la letteratura sul pacing, è che la prima metà deve sembrare facile, quasi troppo. Se alla mezza ti senti da fuoriclasse, di solito hai corso troppo forte.

Come portarlo nella tua maratona

Pubblicità

Prova a ragionare in tre blocchi. Nei primi dieci chilometri costringiti a stare qualche secondo al chilometro più lento del passo che vorresti tenere. Dal decimo al trentacinquesimo mantieni il ritmo, senza inseguire gruppetti più veloci. Dopo il trentacinquesimo, e solo allora, guarda cosa hai nel serbatoio: se ne hai, spingi, come ha fatto Kipruto. Il nostro calcolatore del tempo maratona ti dà un passo di partenza realistico a partire da una gara recente, e se corri Venezia domenica 25 ottobre trovi percorso e consigli nella nostra guida alla Venicemarathon. Per le ultime settimane c'è anche il tapering.

Un esempio concreto, con numeri nostri e non di Kipruto: se punti a 3:30:00, la mezza in 1:45:00 è il pareggio perfetto. Passare in 1:43:30 sembra un regalo, ma ti presta soltanto tempo che il trentesimo chilometro ti farà restituire con gli interessi. Il ragionamento vale anche su distanze più brevi, mezza maratona compresa. Non è una legge, è un criterio: se hai dubbi sul carico o sulla tua condizione, parlane con un allenatore o con il tuo medico.

Un caveat onesto: i dati arrivano da resoconti di gara non ancora ufficiali al momento della pubblicazione, e i passaggi intermedi sono quelli dei due articoli citati. Non abbiamo confrontato i risultati con il sito ufficiale della corsa.

La nostra opinione

Ci piacerebbe che dopo Chicago smettessimo di guardare ai primati come un fatto lontano e cominciassimo a guardare al modo di correrli. Il tempo di Kipruto è fuori scala, il ritmo con cui l'ha costruito no. Una gara ben distribuita fa sempre un po' paura, perché ti chiede di rinunciare all'euforia del primo tratto. Poi, dopo il 35º, ti restituisce tutto.

Tu da che parte stai: parti prudente o parti a bomba e poi si vede? Qual è la tua peggiore seconda mezza? Raccontacelo nei commenti, e se hai una maratona in arrivo dicci a che passo la corri.

giornalerunning

Commenti (0)

Nessun commento. Sii il primo!

Pubblicità

Ultime dal Giornale

Tutto il GiornaleLa redazione di Velunite